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La frode alimentare riguarda “ogni sospetta azione intenzionale da parte di imprese o privati ​​allo scopo di ingannare gli acquirenti e trarne indebito vantaggio, in violazione delle norme di cui all'articolo 1, comma 2, del Regolamento (UE) 2017/625”.

Le frodi alimentari si possono suddividere in frodi commerciali e frodi sanitarie. La pima tipologia è rappresentata da un insieme di azioni fraudolente che ledono i diritti contrattuali e patrimoniali del consumatore mentre, la seconda tipologia è definita come una lesione del diritto alla salute del consumatore tramite fatti che rendono nocivi alimenti, bevande e materiali che vengono a contatto con alimenti.

Le tipologie di frodi alimentari sono rappresentate soprattutto da: alterazione, adulterazione, sofisticazione, falsificazione e contraffazione.

 

Uno dei principali organismi di controllo europei per l’agroalimentare in materia di frodi è l’ICQRF (Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari).

Come è facile intuire ogni azienda può essere caratterizzata da differenti livelli di vulnerabilità alle frodi alimentari dovuti da una moltitudine di fattori tra i quali figurano: una scarsa capacità dell’azienda di attuare delle misure di controllo e mitigazione per le frodi oltre che la tipologia stessa delle produzioni alimentari. Un esempio rilevante è dato da aziende che producono made in Italy (storicamente maggiormente esposte a frodi).

Per avere una maggiore comprensione della diffusione delle frodi alimentari ci viene in aiuto il report annuale 2020 redatto dalla rete antifrode agroalimentare dell’UE dove si evince un aumento costante delle segnalazioni di frodi a partire dall’anno 2016 (157 segnalazioni) fino all’anno 2020 (349 segnalazioni) oltre che un incremento considerevole di notifiche per prodotti quali: grassi e oli, prodotti a base di pesce e carne.

Da un punto di vista normativo europeo non vi è l’obbligo di valutare le vulnerabilità e definire un piano di mitigazione dei rischi sulle frodi alimentari (obbligo normativo presente negli Stati Uniti D’America) ma, considerando l’importanza che queste possano avere nel settore alimentare, i principali standard (IFS, BRC E FSSC 22000) richiedono espressamente l’applicazione di una valutazione dei rischi specifici per le vulnerabilità degli alimenti alle frodi oltre che garantire l’adozione di misure di mitigazione.

Questo processo di analisi dei rischi specifici in materia di frodi alimentari prevede appunto: l’identificazione di un team, la valutazione dei rischi (applicabile in maniera similare a quanto avviene nella stesura di un piano HACCP) fino ad arrivare alle misure di controllo.

Con questa breve analisi abbiamo compreso l’importanza (anche strategica) che può avere l’adozione di uno standard del settore alimentare che permetta di affrontare tali aspetti. Per questo motivo OM.EN, con i suoi tecnici specializzati in merito alle certificazioni di prodotto e di sistema, offre supporto ai clienti nella comprensione e sviluppo dei requisiti richiesti da questi standard.

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