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Il settore delle costruzioni in Italia si prepara a un cambio di passo significativo sul fronte della sostenibilità ambientale: a partire dal 1° febbraio 2026 entrano infatti in vigore i nuovi Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia (CAM Edilizia), con impatti importanti per bandi, gare d’appalto, progettazione e lavori pubblici. Questo aggiornamento segue la pubblicazione del Decreto Ministeriale 24 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025.
I nuovi CAM Edilizia non si limitano ad aggiornare alcuni parametri, ma introducono un cambio di approccio nella progettazione e nella gestione degli appalti pubblici. Le principali novità riguardano:
Maggior peso alla progettazione sostenibile: i CAM entrano in modo strutturale nei documenti di gara, aumentando la responsabilità di progettisti e direttori dei lavori che devono dimostrare la coerenza ambientale complessiva dei progetti. Se il progetto non è CAM-compliant, la gara non parte.
Leggi tutto: CAM Edilizia: da Febbraio 2026 nuove regole per progettazione e lavori pubblici
Di cosa si tratta?
Il Bando ISI INAIL 2026 rappresenta una delle principali opportunità per le imprese italiane che vogliono investire in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso contributi a fondo perduto.
Il bando, promosso dall'INAIL, mette a disposizione oltre 600 milioni di euro in contributi destinati alle imprese e - in alcuni casi - agli enti del Terzo settore, con l’obiettivo di ridurre i rischi lavorativi, promuovere modelli organizzativi innovativi, supportare la bonifica di materiali nocivi e incentivare l'acquisto di macchinari e attrezzature per la sicurezza.
Chi può partecipare?
Tipologie di contributo
Il bando prevede finanziamenti a fondo perduto con percentuali che variano in base alla tipologia di progetto:
Leggi tutto: Bando ISI INAIL 2025/2026: opportunità di finanziamento per la sicurezza sul lavoro
Il Parco Agrisolare torna protagonista con un nuovo importante intervento a sostegno della transizione energetica del comparto agricolo e agroindustriale. Con il D.M. n. 681806 del 17 dicembre 2025, finanziato nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 4, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) mette a disposizione 789 milioni di euro per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui fabbricati strumentali delle imprese agricole e della trasformazione (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).
Si tratta di una misura nazionale, attuata tramite uno o più bandi, che punta a ridurre i costi energetici, aumentare l’autonomia produttiva e migliorare la sostenibilità ambientale delle aziende.
Dotazione finanziaria e tipologia di agevolazione
Le risorse complessive pari a 789 milioni di euro sono così ripartite:
Circa 613 milioni di euro a favore delle imprese della produzione agricola, suddivisi in:
473 milioni di euro con vincolo di autoconsumo (anche condiviso);
140 milioni di euro senza vincolo di autoconsumo, con possibilità di maggiorazioni:
Leggi tutto: Parco Agrisolare 2025: nuove opportunità PNRR per il fotovoltaico in agricoltura
A partire dal 13 febbraio 2026 entra ufficialmente in vigore il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) in modalità digitale per tutti i soggetti obbligati all’adempimento. Si tratta di un passaggio cruciale nel processo di digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti, che non riguarda solo il formato del documento, ma soprattutto l’intero flusso operativo di gestione.
Cos’è il FIR digitale e cosa cambia davvero
Il FIR digitale non è una semplice copia elettronica del formulario cartaceo. Cambiano l’impostazione del documento e, soprattutto, il processo di gestione:
il formulario viene emesso, compilato e sottoscritto digitalmente dai soggetti coinvolti nella filiera del rifiuto (produttore/detentore del rifiuto, trasportatore e destinatario) rendendo il flusso collaborativo e garantendo la piena tracciabilità del rifiuto lungo tutto il suo percorso.
Scadenza dei modelli cartacei e avvio del FIR digitale
Da questa data, il formulario accompagnerà il rifiuto esclusivamente in formato digitale lungo tutte le fasi del trasporto e del conferimento.
La sicurezza nei luoghi di lavoro compie un deciso passo avanti. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge n. 159/2025 del 31 ottobre 2025, il legislatore introduce un pacchetto articolato di misure che punta a rafforzare la prevenzione, rendere più efficaci i controlli e valorizzare la formazione come leva strategica per ridurre infortuni e malattie professionali.
Le novità entreranno progressivamente in vigore a partire dal 2026 e avranno un impatto significativo su imprese, lavoratori e professionisti della sicurezza. Vediamo nel dettaglio le principali misure.
INAIL: bonus più selettivi e stop ai benefici per chi viola le regole
A partire dal 1° gennaio 2026, l’INAIL potrà rivedere le aliquote di oscillazione in "bonus" (riduzione premio) legate all’andamento infortunistico aziendale. L’obiettivo è chiaro: premiare le imprese virtuose che investono realmente nella prevenzione e nella sicurezza. Di contro, viene introdotto un importante elemento di responsabilizzazione: le aziende che, nei due anni precedenti, abbiano riportato sentenze definitive per violazioni gravi in materia di salute e sicurezza sul lavoro saranno escluse dall’accesso ai benefici INAIL.
Badge elettronico nei cantieri: più controllo e tracciabilità
Per le imprese che operano in appalto e subappalto arriva l’obbligo del badge elettronico univoco anticontraffazione, disponibile anche in formato digitale: esso sarà integrato con la piattaforma SIISL, consentirà il tracciamento dei lavoratori e sarà collegato ai dati anagrafici e contrattuali del lavoratore. Questa misura mira a contrastare il lavoro irregolare e a garantire maggiore trasparenza e sicurezza, soprattutto nei cantieri, da sempre tra i contesti a più alto rischio.
Leggi tutto: Sicurezza sul lavoro: cosa cambia con il Decreto-Legge n. 159/2025
Il 21 ottobre 2025, la Commissione Europea ha presentato una proposta di modifica al Regolamento (UE) 2023/1115 - noto anche come EUDR (European Union Deforestation Regulation - che introduce significative semplificazioni e nuove tempistiche operative. Tale proposta risponde alla necessità di adattare la normativa alle diverse realtà delle imprese, riducendo gli oneri amministrativi, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI), senza compromettere l'efficacia del sistema di due diligence e tracciabilità dei prodotti.
Vediamo le principali novità della proposta del 21 Ottobre 2025.
Introduzione di nuove categorie e semplificazioni:
Cambiano le regole per la formazione degli alimentaristi con l'abrogazione della Legge regionale 11/2003: più autonomia alle imprese, maggior responsabilità per gli operatori del settore alimentare.
Con l’entrata in vigore della Legge regionale n. 9 del 25 luglio 2025, la Regione Emilia-Romagna ha aggiornato il proprio quadro normativo in materia di sicurezza alimentare, abrogando la Legge 11/2003, che regolava la formazione degli addetti del settore alimentare.
La nuova norma, che recepisce il Regolamento (CE) n. 852/2004, così come modificato dal Regolamento (UE) 2021/382, elimina l’obbligo di accreditamento da parte delle Aziende USL per i corsi di formazione, restituendo autonomia agli Operatori del Settore Alimentare (OSA) nella gestione della formazione del personale.
Cosa cambia per le imprese alimentari?
Non esistono più corsi per alimentaristi accreditati o organizzati direttamente dalle AUSL.
Tuttavia, ogni impresa del settore è tenuta a garantire e dimostrare che il proprio personale, compresi titolari, collaboratori e familiari, sia adeguatamente formato, aggiornato e consapevole delle pratiche igieniche e di sicurezza alimentare.
Non è più previsto un percorso formativo standard: spetta all’OSA definire contenuti, modalità e frequenza della formazione, in funzione del rischio, delle mansioni e della complessità dell’attività svolta.
La formazione dovrà essere ad ogni modo documentata, continua e dimostrabile.
Leggi tutto: CAMBIANO LE REGOLE PER LA FORMAZIONE DEGLI ALIMENTARISTI IN EMILIA ROMAGNA
Modello INAIL OT23 2026: una guida alla riduzione del tasso per prevenzione
Ogni anno l’INAIL offre alle imprese la possibilità di ottenere una riduzione del premio assicurativo attraverso il modello OT23. Si tratta di uno strumento fondamentale per le aziende che scelgono di investire nella sicurezza e nella salute dei lavoratori, realizzando interventi aggiuntivi rispetto agli obblighi previsti dalla legge.
Per l’anno 2026 il modello è stato aggiornato e reso disponibile sul portale dell’Istituto, con alcune novità che meritano di essere esaminate attentamente.
L’obiettivo dell’OT23
Il modello OT23 ha una finalità chiara: premiare le imprese che adottano misure di prevenzione volontarie e migliorative, andando oltre il semplice rispetto della normativa. In questo modo, l’INAIL incoraggia una cultura della sicurezza che non si limita alla mera conformità, ma che mira a costruire ambienti di lavoro realmente più sicuri e sostenibili.
La logica è semplice: l’azienda che dimostra di avere investito in prevenzione ottiene una riduzione del premio, con percentuali che variano a seconda della dimensione aziendale. Un beneficio economico immediato, ma anche un segnale concreto di responsabilità sociale.
Le principali novità del modello 2026
Il modello OT23 2026 conferma alcune innovazioni introdotte negli anni più recenti e introduce specifiche integrazioni:
Il 2025 è stato un anno cruciale per il diritto penale ambientale italiano: con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge 147/2025, avvenuta il 7 ottobre 2025, è entrata in vigore una profonda riforma del sistema sanzionatorio in materia ambientale, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del territorio, della salute pubblica e della biodiversità.
La nuova normativa trae origine dal Decreto-Legge 116/2025, noto come “Decreto Terra dei Fuochi”, varato dal Governo per fronteggiare attività illecite in materia di rifiuti e per accelerare le bonifiche, soprattutto nelle aree storicamente più critiche.
Vediamo insieme le principali novità della Legge 147/2025:
1. Nuovi ambiti di applicazione. Le nuove disposizioni si applicano non solo alle condotte tradizionalmente considerate pericolose, ma anche a comportamenti apparentemente minori che, se reiterati, producono danni significativi.
2. Inasprimento delle sanzioni penali. Un elemento centrale è proprio l’aumento delle pene previste per i reati ambientali; le condotte che in passato erano sanzionate come contravvenzioni vengono ora elevate a veri e propri delitti punibili con reclusione e ammende più gravose. Tra questi troviamo ad esempio:
gestione non autorizzata dei rifiuti;
abbandono o deposito incontrollato di rifiuti;
combustione illecita di materiali;
traffico e smaltimento illegale di rifiuti pericolosi.
3. Aggravanti e circostanze speciali. La Legge 147/2025 introduce aggravanti specifiche che aumentano la pena quando il reato presenta una maggiore pericolosità sociale o ambientale.
Le aggravanti si applicano, ad esempio, quando:
il fatto è commesso in aree già compromesse o ad alto rischio;
il danno ambientale è grave, esteso o irreversibile;
viene messa in pericolo la salute umana;
il reato è commesso con modalità organizzate o professionali.
Leggi tutto: Legge 147/2025: una svolta per la tutela dell’ambiente in Italia
Il Regolamento UE 2024/1781 Ecodesign for Sustainable Product Regulation (ESPR) è entrato in vigore lo scorso 18 luglio con lo scopo di ridefinire gli standard per la fabbricazione di prodotti sostenibili a patire dalla loro progettazione.
Questo regolamento estende l'ambito della precedente Direttiva Ecodesign, includendo una vasta gamma di prodotti e imponendo criteri più severi per migliorare la durabilità, la riparabilità e la riciclabilità dei prodotti, riducendo al contempo l'impatto ambientale complessivo.
I benefici competitivi per le imprese che adottano l’Ecodesign sono molteplici:
Per soddisfare i requisiti del Regolamento ESPR, è fondamentale condurre un'analisi del ciclo di vita (LCA) dei prodotti. La LCA è una metodologia standardizzata a livello internazionale che valuta gli impatti ambientali associati a tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto, dalla produzione allo smaltimento. Questa analisi consente di identificare le aree di miglioramento ambientale e di ottimizzare il ciclo di vita del prodotto.
L'integrazione della LCA nel processo di progettazione offre numerosi vantaggi:
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Con il Decreto Legislativo 4 settembre 2024, n. 135 è stata recepita in Italia la Direttiva (UE) 2022/431 che introduce significative modifiche al D.Lgs. 81/2008, noto come Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo aggiornamento normativo, in vigore dall’11 ottobre 2024, amplia le tutele per i lavoratori esposti a sostanze pericolose, includendo le sostanze tossiche per la riproduzione accanto agli agenti cancerogeni e mutageni.
Il considerandum 3 della Direttiva afferma infatti che le sostanze tossiche per la riproduzione possono avere effetti nocivi sulla funzione sessuale e sulla fertilità di uomini e donne in età adulta, nonché sullo sviluppo dei loro figli. Analogamente agli agenti cancerogeni o mutageni, le sostanze tossiche per la riproduzione sono sostanze estremamente preoccupanti, che possono avere effetti gravi e irreversibili sulla salute dei lavoratori quali effetti avversi sulla qualità del liquido seminale e riduzione del numero degli spermatozoi, aumento di aborti spontanei, malformazioni e difetti congeniti nei nascituri, esposizione attraverso il latte materno, tumori degli organi riproduttivi di uomini e donne e tumori infantili.
Le sostanze o miscele tossiche per la riproduzione, note anche come reprotossiche, sono largamente utilizzate nelle aziende e con le nuove modifiche introdotte nel D.lgs. 81/08 dovranno essere gestite in maniera molto differente. Tra le sostanze reprotossiche più comuni figurano:
Leggi tutto: SOSTANZE REPROTOSSICHE E D.LGS 135/2024: UN PASSO AVANTI PER LA TUTELA DEI LAVORATORI
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