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Il 2025 è stato un anno cruciale per il diritto penale ambientale italiano: con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge 147/2025, avvenuta il 7 ottobre 2025, è entrata in vigore una profonda riforma del sistema sanzionatorio in materia ambientale, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del territorio, della salute pubblica e della biodiversità. 

La nuova normativa trae origine dal Decreto-Legge 116/2025, noto come “Decreto Terra dei Fuochi”, varato dal Governo per fronteggiare attività illecite in materia di rifiuti e per accelerare le bonifiche, soprattutto nelle aree storicamente più critiche.

Vediamo insieme le principali novità della Legge 147/2025:

1. Nuovi ambiti di applicazione. Le nuove disposizioni si applicano non solo alle condotte tradizionalmente considerate pericolose, ma anche a comportamenti apparentemente minori che, se reiterati, producono danni significativi.

2. Inasprimento delle sanzioni penali. Un elemento centrale è proprio l’aumento delle pene previste per i reati ambientali; le condotte che in passato erano sanzionate come contravvenzioni vengono ora elevate a veri e propri delitti punibili con reclusione e ammende più gravose. Tra questi troviamo ad esempio:

  • gestione non autorizzata dei rifiuti;

  • abbandono o deposito incontrollato di rifiuti;

  • combustione illecita di materiali;

  • traffico e smaltimento illegale di rifiuti pericolosi.

3. Aggravanti e circostanze speciali. La Legge 147/2025 introduce aggravanti specifiche che aumentano la pena quando il reato presenta una maggiore pericolosità sociale o ambientale.
Le aggravanti si applicano, ad esempio, quando:

  • il fatto è commesso in aree già compromesse o ad alto rischio;

  • il danno ambientale è grave, esteso o irreversibile;

  • viene messa in pericolo la salute umana;

  • il reato è commesso con modalità organizzate o professionali.

     

4. Responsabilità amministrativa degli enti (D. Lgs. 231/2001). Viene ampliato il novero dei reati presupposto ambientali e sono innalzate le sanzioni pecuniarie e accessorie applicabili alle società e alle organizzazioni coinvolte in illeciti ambientali. Tale modifica ha un impatto diretto sulle politiche di compliance aziendale: le imprese devono rivedere e aggiornare i propri modelli organizzativi e di gestione per prevenire i rischi di reato e garantire la conformità normativa.

5. Rafforzamento dei controlli. La Legge 147/2025 potenzia l’attività di controllo e vigilanza sul territorio, incentivando la collaborazione tra polizia, autorità giudiziarie e organismi di controllo ambientale, con l'obiettivo di garantire un monitoraggio più capillare e tempestivo. 

 

Ricapitolando:

La Legge 147/2025 segna una svolta significativa per il nostro ordinamento. Dopo anni in cui molte condotte ambientalmente dannose venivano effettivamente punite in modo blando o con strumenti poco efficaci, il legislatore ha scelto di:

  • rafforzare la deterrenza attraverso pene più severe;

  • estendere l’ambito applicativo delle norme penali anche a comportamenti prima marginali;

  • coinvolgere direttamente le imprese nei meccanismi di prevenzione e responsabilità;

  • allinearsi alle norme UE per una tutela dell’ambiente più coerente con gli standard europei. 

Questa riforma si inserisce in un più ampio processo di modernizzazione della legislazione ambientale italiana, con un’attenzione crescente alla prevenzione del rischio, alla protezione della salute pubblica e alla sostenibilità del nostro territorio.

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