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L'allergia alimentare può essere definita come: “una reazione del sistema immunitario a un determinato cibo, percepito dall'organismo come nocivo: anche una piccola quantità dell'alimento allergizzante può scatenare la reazione, che si può manifestare con problemi digestivi, orticaria, gonfiori”.

Queste sintomatologie si manifestano dopo la produzione di un mediatore chimico chiamato istamina derivante dall’interazione degli allergeni con gli anticorpi.

Negli ultimi anni l’interesse pubblico in merito a questi argomenti è aumentato considerevolmente visto il crescente numero di consumatori soggetti a questa condizione, infatti si parla di circa 220 milioni di persone allergiche nel mondo per un numero di decessi annui intorno ai 50 milioni.

 

Nonostante l’ampiezza e l’importanza del fenomeno, da un punto di vista normativo vi è una notevole complessità tra le varie indicazioni degli allergeni in etichetta, obbligatorie e facoltative, che risultano poco chiare. Questa incertezza legislativa porta ad una tutela solo parziale dei consumatori allergici.

Le indicazioni obbligatorie sono definite dal Reg (UE) 1169/2011 che ad esempio impone l’obbligo di segnalare in etichetta la presenza dei 14 allergeni definiti all’interno dell’allegato II.

Le indicazioni volontarie (PAL-Precautionary Allergen Label) comunicano invece la presenza involontaria di allergeni nel prodotto alimentare attraverso l’uso di diciture non standardizzate che possono indurre in errore il consumatore come ad esempio: può contenere (tracce di…) - prodotto in stabilimenti in cui viene utilizzato… ecc.

Questo aspetto trova conferma in vari studi del settore che dimostrano un livello di comprensione, delle indicazioni precauzionali volontarie, inferiore al 40%.

La PAL nasce come uno strumento utile al fine di avere una maggiore tutela dei consumatori ma purtroppo, a livello aziendale, si è riscontrato un abuso di tale indicazione ai fini di eliminare ogni responsabilità in relazione a qualsiasi contaminazione da allergeni nel prodotto. In realtà la PAL non declina le responsabilità del produttore e inoltre dovrebbe essere applicata dopo una attenta analisi dei pericoli e valutazione dei rischi per quanto riguarda la gestione degli allergeni e, solo nel caso di contaminazioni non gestibili con le misure di gestione del rischio previste, si dovrebbe ricorrere all’uso della PAL.

Quindi l’etichettatura precauzionale può risultare una valida alleata nel contesto normativo odierno ma, per risultare efficace, la sua adozione deve avvenire previa analisi dei pericoli e valutazione dei rischi onde evitare di ridurre la scelta alimentare e di creare confusione e incertezza per i soggetti allergici.

Per muoversi in un contesto particolarmente complesso e di difficile comprensione come quello dell'etichettatura precauzionale degli allergeni, puoi richiedere un supporto specializzato: OM.EN garantisce una corretta etichettatura dei vostri prodotti grazie ad una adeguata valutazione dei rischi che consente di giustificare correttamente l’adozione della PAL.

Per maggiori informazioni contattaci!

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